Se la cassiera di un supermercato va in difficoltà, quando ad esempio non riesce a smaltire la coda dei clienti che si forma all’ora di massima affluenza, quando non può occuparsi delle operazioni di cassa e insieme imbustare i prodotti, allora che fa? Tira fuori la bacchetta magica? Non proprio. Afferra il microfono vicino a lei e, nella concitazione del momento, scandisce una formula, una specie di motto che origina da un movimento sociale: l’alleanza universale tra le cassiere e i commessi. Non ha ancora finito di pronunciare quella frase consacrata dall’uso nei supermarket di tutto il Mondo, che dai reparti si fiondano verso le uscite dei ragazzi in camice, i quali convalidano con il loro decisivo apporto, una volta di più, quell’intesa. Provo invidia per la solidarietà che salva la nostra cassiera nei suoi momenti di crisi. Quante volte siamo messi alle corde da circostanze avverse, da bizzarre trame della vita, senza aver alcuna via d’uscita? Quante volte vorremmo urlare anche noi come fanno loro: “un ragazzo alle casse, per favore”?

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