Settembre 2008


Forse sto attraversando una sorta di fase zen. Passiva e silenziosa osservazione della realtà circostante. Mi limito a registrare, senza più analizzare, nè farmi turbare da quello che mi accade. Non attendo nulla, ciò che deve succedere, succeda.
Sì, è molto comodo così.
Tra un pò mi darò alla meditazione, seduta a gambe incrociate alla ricerca del mio io interiore. Creerò un piccolo giardino in miniatura, fatto di sabbia e pietruzze, dove volgere lo sguardo per ritrovare la pace e la serenità. Ed anche se il mio subconscio dovesse manifestarsi, lo lascerò scorrere via. Perchè durante lo zen non si pensa.

Come ogni assioma che si rispetti della famosa Legge di Murphy, se a Cosenza c’è un concerto degli Stadio, per giunta gratuito, stai pure certo che il tempo sarà pessimo. E tu resterai a casa, delusa.
Ed ancora più ovvio è che il giorno dopo ci sarà un bel sole, cielo sereno, aria molto fresca… oltre al danno la beffa.
Perciò, visto che la necessità aguzza l’ingegno, ho organizzato un piccolo concerto privato in camera mia, con il Platinum Collection del gruppo. Intendiamoci, non che io sia un fan accanita degli Stadio, ma solo per una canzone, ne valeva assolutamente la pena.
Una delle più belle canzoni d’amore, di quelle che mi commuovo quando la sento, che la ascolti e pensi che a te non capiterà mai, perchè non può esistere nella vita reale, niente di così poetico, come ballare al buio, in silenzio.
Vabbè… per la serie, facciamoci del male da soli…

- Stadio, Ballando Al Buio -

Mi sento come la Borsa di Wall Street nel ‘29.

Sì, lo so che questo periodo strano passerà.
Reset and restore.

- David Sylvian & Ryuichi Sakamoto, Heartbeat -

Per Francesca Romana, che considera la corrida un’intollerabile atrocità, è difficile sentire le ragioni di chi, come Frank, alla corrida ha assistito e lo rifarebbe dal momento che non la ritiene affatto una crudeltà. Biondi spiega davanti ad un cartoccio di patatine che la tauromachia moderna non va criminalizzata; bisognerebbe restituirle, anzi, l’antica dignità che gli derivava dalle condizioni in cui il duello tra uomo e toro si svolgeva prima che in tempi recenti fossero introdotte delle misure ad esclusiva tutela dell’integrità fisica del matador. Attualmente le sofferenze inferte all’animale ancora prima di entrare nell’arena non rendono certo lo scontro paritario. Come valutare questa manifestazione della cultura iberica, come porsi rispetto alle corride? E’ la questione al centro di un vivace dibattito tenutosi l’altro ieri al Cigar Bar. Personalmente presto poca attenzione alle sirene degli ecologisti e degli animalisti in quanto tali, però sono sensibile alla sofferenza degli animali. Quella patita dai tori è ingiusta. Leggi il seguito di questo post »