Domenica 23 Marzo, le ragazze Gilmore hanno salutato il pubblico italiano con le ultime due puntate della settima, e purtroppo conclusiva, serie. Avrei voluto scrivere un pensiero per questo triste addio, ma gironzolando sul web, ho trovato le parole di qualcuno che ha espresso, forse molto meglio di come avrei potuto fare io, le mie sensazioni.
“In questi ultimi cinque anni e mezzo ho vissuto due vite: una a Varese, la città in cui vivo, l’altra in una piccola cittadina del Connecticut, fondata nel 1779 e abitata da poco più di 9.000 anime (ca. 9.973): Stars Hollow.
In questa mia vita parallela ho fatto colazione da Luke, pernottato all’”Indipendence Inn”, pranzato al “Dragonfly Inn”.
Ho visitato il negozio di antiquariato della signora Kim, sono andata al cinema di KIrk ed ho partecipato alle “assemblee cittadine”…
Sono stati degli anni magnifici, spensierati, tristi, felici ma mai privi di emozioni.
Ho visto sbocciare amori impossibili, come quello tra Kirk e Lulù ed ho visto due amici diventare giorno dopo giorno , anno dopo anno, anime gemelle.
Ho osservato le due protagoniste, Lorelai e Rory, diventare giovani donne.
Ho condiviso con loro momenti speciali, ed è grazie a loro che ho capito che la vita non è finzione, ma è il doversi costruire ogni giorno la strada della nostra vita.
Non sono più la persona che il 15 luglio 2002 si affacciò per la prima volta a Stars Hollow.
Lorelai mi ha insegnato a sorridere alla vita anche quando questa ti mette a dura prova.
Rory invece mi ha fatto capire che nella vita si può riuscire ad arrivare in alto, anche se sei una persona timida, introversa.
E’ vero, non sono più la stessa persona, non so se definirmi migliore o peggiore, ma tutto ciò che so è che queste poche anime alquanto bizzarre, mi hanno regalato degli anni meravigliosi.
Ora so che se dovessi andare a Stars Hollow, la mattina, troverei da Luke, Lorelai e Luke discutere di quante tazze di caffè influenzino il suo umore.
Spostando lo sguardo di qualche sgabello m’imbatterei in Kirk, con i suoi problemi, così complessi, così semplici.
Vedrei Lane indaffarata nel servire ai tavoli e “dribblare” le domande insistenti di Babette e Miss Patty.
Ad un tratto la mia attenzione sarebbe richiamata dal suono del campanellino della porta del locale di Luke, girandomi, vedrei una giovane donna, Rory (capace ancora di arrossire quando al centro dell’attenzione) con un enorme borsone carico di libri e quotidiani ma un po’ alleggerita da quei sogni che in tutti questi anni è riuscita a realizzare.
Fino a quando vedrò tutto questo nella mia mente e lo porterò nel mio cuore, Gilmore Girls non finirà mai, continuando a regalarmi quel po’ di magia che renderà il mio percorso di vita semplicemente straordinario.
Grazie mille per questi splendidi anni.
Daisy o Penny86 o Lore86va.