Tutti noi crediamo che staremo fantasticamente.
E ci sentiamo un po’ derubati quando le nostre aspettative vengono disattese… ma a volte le nostre aspettative non ci tengono in considerazione.
A volte ciò che è atteso impallidisce semplicemente di fronte all’inatteso.
Devi chiederti perché noi ci aggrappiamo alle nostre aspettative: perché ciò che ci aspettiamo ci rende stabili, ci tiene… immobili.
Ciò che ci aspettiamo è solo l’inizio.
L’inatteso… è ciò che cambia le nostre vite.
Luglio 2007
Luglio 25, 2007
Luglio 24, 2007
Oggi 44°C… ed io sono qui a sgobbare…

Luglio 20, 2007
Esistono ancora uomini disposti a morire per un ideale?
Esiste ancora l’ideale stesso?
Dopo aver visto ieri sera il film dedicato a Paolo Borsellino, a 15 anni dalla sua uccisione, mi sono posta tantissime domande, e fatta mille scrupoli… io, che da piccola sognavo di entrare in magistratura “per combattere il crimine”, come un super-eroe e che poi, attirata dalle comodità di una vita agiata, e dalla paura di sacrificare troppo, ho rinunciato e ripiegato su una professione più “calma”…
Probabilmente il mio iter non sarebbe stato comunque nemmeno lontanamente paragonabile a quello dei giudici che si sono immolati per la lotta alla mafia, ma il mio voltare la faccia rappresenta in piccolo l’atteggiamento di migliaia di uomini e donne che fanno finta di non vedere che la mafia esiste, che dilaga, che ha preso ormai possesso anche delle istituzioni, che si è amalgamata perfettamente con la politica…
Mi fa paura il modo in cui accettiamo questo marciume…
Sembra che si sia persa la speranza di affrontare una lotta più grande di noi…
“La lotta alla mafia (primo problema da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata) non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità, e quindi della complicità. Ricordo la felicità di Falcone, quando in un breve periodo di entusiasmo, conseguente ai dirompenti successi originati dalle dichiarazioni di Buscetta, egli mi disse: “La gente fa il tifo per noi”. E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l’appoggio morale della popolazione dà al lavoro del giudice. Significava soprattutto che il nostro lavoro, il suo lavoro, stava anche sommovendo le coscienze, rompendo i sentimenti di accettazione della convivenza con la mafia, che costituiscono la sua vera forza. Questa stagione del “tifo per noi” sembrò durare poco, perchè ben presto sopravvennero il fastidio e l’insofferenza per il prezzo che la lotta alla mafia, la lotta al male, costringeva la cittadinanza a pagare. Insofferenza alle scorte, insofferenza alle sirene, insofferenza alle indagini, insofferenza a una lotta d’amore che però costava a ciascuno non certo i terribili sacrifici di Falcone, ma la rinuncia a tanti piccoli o grandi vantaggi, a tante piccole o grandi comode abitudini, a tante minime o consistenti situazioni fondate sull’indifferenza, sull’omertà o sulla complicità. Insofferenza che finì per provocare ed ottenere, purtroppo, provvedimenti legislativi che, fondati su un’ubriacatura di garantismo, ostacolarono gravemente la repressione di Cosa Nostra e fornirono un alibi a chi, dolorosamente o colposamente, di lotta alla mafia non ha mai voluto occuparsi.”
Paolo Borsellino, 20 giugno 1992

Luglio 17, 2007
“…confusione
mi dispiace
se sei figlia della solita illusione
e se fai confusione
confusione
tu vorresti imbalsamare anche l’ultima e più piccola emozione…”
Luglio 16, 2007
Buondì… cosa c’è di meglio il lunedì mattina di trovarsi da sola in ufficio?
Eppure prego quasi che non arrivi nessuno perchè ho proprio voglia di stare un pò per i fatti miei…
Ho bisogno di riflettere.
Anche se comincio a chiedermi tutta questa riflessione a cosa sta portando… boh… forse a nulla, infatti non se ne esce…
Vabbè… detto questo, vado a farmi un caffè mentre accarezzo l’idea di passare un intero mese in montagna, anche se all’inizio il solo pensiero mi faceva accapponare la pelle, ora mi sembra fattibile… lontano da tutto e da tutti… in eremitaggio…
Forse dopo svilupperò una nuova prospettiva sulle cose… chissà!
Per ora l’unica certezza è l’incertezza… e francamente ne sono stufa marcia!

Luglio 8, 2007
Secondo voi, omettere di dire una cosa equivale a mentire?
Io, in determinate circostanze, reputo di si…
E penso anche che se qualcuno sente il bisogno di tralasciare determinati dettagli, forse è perchè, sotto sotto, quei dettagli non sono poi così insignificanti… ergo… chi omette è uno stronzo!
E soprattutto se si omettono cose perchè veramente sono irrilevanti, è doppiamente stronzo perchè con l’omissione, invece, vengono caricate di significato…
Bah… forse non ha senso ciò che dico ma mi da troppo fastidio questa sensazione di presa in giro… e dovevo sfogarmi!
Con la scusa ho anche riempito un post…
Mica male, eh!?

