La legge 25 giugno 1993, n. 205, all’art 3, dice: «Per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà». Etnia, nazionalità, razza o religione. E il sesso? La proposta di legge contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o l’identità di genere avrebbe introdotto, non fosse stata bocciata dal Parlamento che ha votato la pregiudiziale di costituzionalità, la cosiddetta «aggravante omofobica». L’Italia ha perso un’occasione.

@Eva. Adesso sono convinto. La prossima assaggiamo la triplo malto.

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Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.

C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.

C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.

È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.

Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.

C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.

Ma giusto per l’estrema stanchezza, per lo stress ed il nervosismo.
Per l’insofferenza, che gradirei mi abbandonasse presto.
Vorrei piangere solo un pochino, e poi ricominciare a vivere più leggera.

Update: ho scoperto che non serve piangere… basta solo dormirci un pò su! :D

Il film, diretto da Ron Howard e basato sull’omonimo romanzo di Dan Brown, è evocativo d’un clima che la cristianità ha conosciuto di recente a seguito della scomparsa di Giovanni Paolo II. Smarrita senza la sua guida, incerta sul futuro della Chiesa, la comunità dei fedeli si stringe attorno ai porporati riuniti in Conclave per eleggere il nuovo Sommo Pontefice. In questo contesto si colloca il mistero di un’antica confraternita di scienziati e artisti perseguitati dalla Chiesa perchè in contrasto con il dogmatismo religioso e intenzionati a sfruttare la sede vacante per sovvertire l’ordinamento ecclesiastico dall’interno. Il protagonista è, ancora una volta, il professor Robert Langdon (Tom Hanks), coadiuvato nella sua spericolata indagine dalla dottoressa Vittoria Vetra (Ayelet Zurer) e dall’ispettore Olivetti (Pierfrancesco Favino). Ewan McGregor si distingue nei panni del personaggio chiave del thriller, il mons. Camerlengo Carlo Ventresca. Il film è avvincente. Non lo iscriverei in una letteratura anticristiana, neppure anticattolica. Il complottismo di Brown, le sua dietrologia, non intaccano minimamente la religione, anzi. L’autore recupera un concetto caro a Galilei, che non esiste vera contraddizione tra scienza e fede, tra sacre scritture e leggi fondamentali della natura, per concludere, un po’ banalmente, che la fede è un dono e non tutti lo ricevono. Voto 7.

- Hanz Zimmer, Chevaliers de Sangreal -

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Ho capito una cosa davvero importante.
Che la relatività è la legge imperante di questa nostra esistenza.

C’è un antico detto calabrese che recita: “i migliori amici, i migliuri curteddrate”.
L’amicizia di sicuro non può essere discontinua.
E men che meno meschina.
L’amicizia vera, intendo. Perchè gli amici non veri, invece, sono capaci di picchi, oserei dire sublimi, di meschinità.
Al punto che i tuoi nemici di sempre, a confronto, risultano all’improvviso addirittura simpatici e ti verrebbe quasi voglia di fidarti di loro perchè, tutto sommato, peggio dei falsi amici, che ti tirano le coltellate, non possono essere.

Appunto… tutto è relativo. ;)

Percorsi per fidanzati, processetti, matrimoni principeschi, etc. Credere nel salvifico incontro tra Dio e l’uomo in Gesù Cristo è un conto. Un altro sono gli effetti speciali.

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