Mai valigia fu più piena di pensieri.
Parto con un biglietto di sola andata, ma con la speranza di ritornare.
Voglio fare l’albero nella mia Calabria.
Perchè il Natale non è Natale se non sei a casa.
Dicembre 2, 2009
Novembre 24, 2009
Safiro. È un Sauvignon blanc bello sapido che favorisce la buona conversazione. In vino veritas, e l’igt toscano porta con sè il nutrimento del più nobile dei sentimenti, l’amicizia.
Rischio. È la probabilità che si verifichi un evento dannoso per una cosa o una persona. Francesca l’ha definito, da par suo, come grandezza fisica (o magnitudo). Ma quando il rischio inerisce l’amore, non c’è descrizione che tenga: tecnico-scientifica o umanistica. Addirittura, se è vero che l’amore trascende il bene e il male (e non ne sono convinto), mi chiedo come facciamo a preoccuparci che si verifichi un danno come conseguenza dell’amore. Invece, a noi riesce difficile, molto, non temere le conseguenze dell’amore. Come se “questo folle sentimento” incidesse su un equilibrio materiale tra costi e ricavi. Ma non è un rischio economico, non può essere gestito. Eppure ci proviamo, ci frustriamo per questo. Per restare alla metafora economica, la nostra si chiama avversione al rischio, dal momento che preferiamo un ammontare certo rispetto a una quantità aleatoria. Ma di certo c’è solo lo scorrere inesorabile del tempo e un elemento che valutato in termini di efficienza dovrebbe spingerci piuttosto verso la neutralità o, meglio ancora, verso la propensione al rischio. La solitudine.
- The Smiths, There’s A Light That Never Goes Out -
Ottobre 17, 2009
La legge 25 giugno 1993, n. 205, all’art 3, dice: «Per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà». Etnia, nazionalità, razza o religione. E il sesso? La proposta di legge contro le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale o l’identità di genere avrebbe introdotto, non fosse stata bocciata dal Parlamento che ha votato la pregiudiziale di costituzionalità, la cosiddetta «aggravante omofobica». L’Italia ha perso un’occasione.
@Eva. Adesso sono convinto. La prossima assaggiamo la triplo malto.
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Settembre 6, 2009
Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno che hai voglia ad aspettare
un tempo sognato che viene di notte
e un altro di giorno teso
come un lino a sventolare.
C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.
C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.
C’è un giorno che ci siamo perduti
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.
È tempo che sfugge, niente paura
che prima o poi ci riprende
perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
per questo mare infinito di gente.
Dio, è proprio tanto che piove
e da un anno non torno
da mezz’ora sono qui arruffato
dentro una sala d’aspetto
di un tram che non viene
non essere gelosa di me
della mia vita
non essere gelosa di me
non essere mai gelosa di me.
C’è un tempo d’aspetto come dicevo
qualcosa di buono che verrà
un attimo fotografato, dipinto, segnato
e quello dopo perduto via
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
la sua fotografia.
C’è un tempo bellissimo tutto sudato
una stagione ribelle
l’istante in cui scocca l’unica freccia
che arriva alla volta celeste
e trafigge le stelle
è un giorno che tutta la gente
si tende la mano
è il medesimo istante per tutti
che sarà benedetto, io credo
da molto lontano
è il tempo che è finalmente
o quando ci si capisce
un tempo in cui mi vedrai
accanto a te nuovamente
mano alla mano
che buffi saremo
se non ci avranno nemmeno
avvisato.
Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.
Giugno 29, 2009
Ma giusto per l’estrema stanchezza, per lo stress ed il nervosismo.
Per l’insofferenza, che gradirei mi abbandonasse presto.
Vorrei piangere solo un pochino, e poi ricominciare a vivere più leggera.

Update: ho scoperto che non serve piangere… basta solo dormirci un pò su!
Giugno 7, 2009
Il film, diretto da Ron Howard e basato sull’omonimo romanzo di Dan Brown, è evocativo d’un clima che la cristianità ha conosciuto di recente a seguito della scomparsa di Giovanni Paolo II. Smarrita senza la sua guida, incerta sul futuro della Chiesa, la comunità dei fedeli si stringe attorno ai porporati riuniti in Conclave per eleggere il nuovo Sommo Pontefice. In questo contesto si colloca il mistero di un’antica confraternita di scienziati e artisti perseguitati dalla Chiesa perchè in contrasto con il dogmatismo religioso e intenzionati a sfruttare la sede vacante per sovvertire l’ordinamento ecclesiastico dall’interno. Il protagonista è, ancora una volta, il professor Robert Langdon (Tom Hanks), coadiuvato nella sua spericolata indagine dalla dottoressa Vittoria Vetra (Ayelet Zurer) e dall’ispettore Olivetti (Pierfrancesco Favino). Ewan McGregor si distingue nei panni del personaggio chiave del thriller, il mons. Camerlengo Carlo Ventresca. Il film è avvincente. Non lo iscriverei in una letteratura anticristiana, neppure anticattolica. Il complottismo di Brown, le sua dietrologia, non intaccano minimamente la religione, anzi. L’autore recupera un concetto caro a Galilei, che non esiste vera contraddizione tra scienza e fede, tra sacre scritture e leggi fondamentali della natura, per concludere, un po’ banalmente, che la fede è un dono e non tutti lo ricevono. Voto 7.
- Hanz Zimmer, Chevaliers de Sangreal -

